Intervista: Da rifiuto pericoloso a materia prima, Il Friuli n. 37

E’ a buon punto la sperimentazione sul processo di inertizzazione dell’amianto, avviato due anni orsono in Friuli Venezia Giulia, grazie alla collaborazione tra la Friulana Costruzioni di Sedegliano e il Chemical Center Srl di Castello d’Argile, fondato dal professor Norberto Roveri, ordinario di Chimica generale dell’Università di Bologna. Alberto Steolo, titolare dell’azienda friulana che realizzerà l’impianto pilota, conferma che la sperimentazione sta per passare dalla fase di laboratorio a quella industriale.

“La fase in laboratorio è terminata. L’efficacia del processo è stata confermata anche dal professor Paolo Bevilaqua, associato di Ingegneria delle materie prime dell’Università di Trieste. Nei prossimi giorni presenteremo i documenti per realizzare la prima parte dell’impianto dove installare il reattore per avviare le prove su scala industriale. L’impianto a regime sarà in grado di trattare 10mila tonnellate all’anno, coprendo così il fabbisogno della regione. Il brevetto prevede che si possano ottenere vari prodotti scomponendo l’amianto per ottenere materie prime ricche di fosfati da utilizzare come ammendante e altre come calci per edilizia, recuperando pure i metalli. L’attuale fase autorizzativa che potrebbe durare da 6 mesi a un anno. La costruzione dell’impianto richiederà altri sei mesi. L’impianto completo arriverà solo dopo un anno di ricerca con il reattore industriale, per confermare i dati di laboratorio”. 

Fonte: Il Friuli n. 37 del 25 settembre 2015

Intervista di Alessandro Di Giusto

 

 

 

 

 

Data news: 
Mercoledì, 7 Ottobre, 2015